sabato 28 novembre 2009

Guardarsi

La scorsa primavera due miei amici mi hanno portato un regalo da Parigi.
Due robe bellissime per lavare i piatti. Un'elegnate signorina che dispensa sapone e un giovanotto pieno di capelli irsuti con cui insaponare le stoviglie.
Li tengo sulla mia libreria e gli ho dato anche un nome, si chiamano Cosette & Cosimino.
Ieri devo averli urtati senza volerlo mentre prendevo dei libri.
Prima di andare a dormire ho notato che i due si stavano guardando invece d'avere lo sguardo rivolto entrambi verso fuori, dove c'è la finestra.
Mi è piaciuto che si guardassero.
Li lascerò così.
Come due che si guardano.

venerdì 27 novembre 2009

Una vita adulta

Visto che sono adulta cerco di comportarmi come tale.
Se fra una settimana l'oggetto dei miei desideri sarà ancora un Ukulele ne prenderò uno.
Quindici giorni d'attesa mi sembrano buoni, utili e saggi.
Non cederò agli impulsi perché poi un Ukulele non è che lo puoi tanto usare per tante altre cose oltre che suonare.
Da bambina per esempio volevo diventare ebrea e avevo chiesto come fare a mia mamma, però dopo cinque giorni non m'interessava più.
Dopo cinque giorni volevo andare a vivere a Java e scoprire Eldorado.

©Ukulele Mike - Spiderman

giovedì 26 novembre 2009

La guerra dei bottoni

Ieri ho pensato delle cose orribili su questa città.
C'era questo cielo grigio, c'è da giorni il cielo grigio, e la nebbia e della condensa fredda che ti scende sul viso e sui vestiti.
Sono uscita piena di buoni propositi per comprare dei bottoni e mi sono sentita rispondere cose assurde del tipo Questa è una merceria, qui i bottoni non li abbiamo, è roba da bassa merceria oppure I bottoni non li vende quasi più nessuno ormai, perché le servono dei bottoni?
Perché dovrei comprare dei vestiti nuovi quando basta cambiare dei bottoni signori ricchi bottegai di provincia?
Mi han detto comunque che in Via San Felice ancora ne vendono e oggi o domani andrò lì.
Si comincia così, a non vendere più bottoni e poi si arriva chissà dove.
A casa mia mamma e le mie due nonne avevano tutte la scatola dei bottoni e io mi divertivo a guardarci dentro da piccola e a scegliere quelli più belli o a disporli in ordine per colore sul tavolo.
Da oggi ci sarà una scatola di bottoni anche in casa nostra.
Non butterò più un abito senza avergli prima tolto i bottoni.

mercoledì 25 novembre 2009

Ridatemi il mio Cosmo Pavone, please!

Niente. Ormai questa settimana va così.
Sbaglio continuamente numeri e giorni. Non faccio altro che dare appuntamente sbagliati pensando che siano giusti e viceversa.
Devo praticamente vivere incollata al calendario e ogni volta chiedere che mi sia indicato il giorno giusto.

©Calendar Man

martedì 24 novembre 2009

Sposare un acquario

Una signora e la sua badante di una quarantina d'anni più giovane parlavano dei rispettivi mariti.
Tutte e due erano separate e avevano avuto mariti disgraziati e che gli piaceva la bella vita, mangiare bene e no, che non ci badavano ai soldi.
Erano tutte e due mariti nati sotto il segno dell'acquario, per questo erano così, dicevano le due signore.
Comunque questa cosa non deve averli tanto salvati dalle bastonate.
Le signore si raccontavano con dovizia di particolari come picchiavano i rispettivi consorti.
Una usava il bastone della scopa e l'altra direttamente una mazza acquistata all'uopo.
Dicevano che gli facevano uscire il sangue prima che loro, i mariti dell'acquario, le facessero uscire pazze.

lunedì 23 novembre 2009

Zucchero a Novembre come fosse Dicembre

Sembravano tutti impazziti.
Credo che fosse per la cioccolata.
Erano tutti lì a bere cioccolata calda o a mangiarne o a comprarne.
Tutti in due viuzze strette che si incrociano dietro Via degli Orefici qui a Bologna.
Camminavano, spingevano, s'intasavano e poi si bloccavano al centro della strada perché avevano avuto un'idea per il trentaduesimo regalo di Natale.
Ieri era domenica 22 novembre ma sembrava 22 dicembre.
Troppi zuccheri non fanno bene.
Quando lavoravo con i bambini evitavamo di dare dei dolci durante il pranzo, a merenda vanno bene, ma dopo pranzo se c'è bisogno di fare un piccolo sonnellino, non va bene.
Lo zucchero rende tremendamente agitati.
In alcuni casi tremendamente su di giri.
Siete mai stati in una stanza con trenta bambini che hanno mangiato una dose eccessiva di zucchero?

domenica 22 novembre 2009

Ascensori, fontane e Braccio di Ferro

Negli ultimi due giorni sono successe molte cose.
Le più strabilianti sono state rimanere "ostaggio" di due bambini che giocavano in ascensore qui a Bologna e la fontana che c'è a Reggio che credo sia non tanto bella in quella piazza là, ma che di notte sembra che ci siano i fuochi d'artificio invece degli schizzi e questo è stupefacente perché io ho una vera passione per i fuochi d'artificio.
Anche quelli finti.
Nel mezzo, alla coop, pensavano volessi rubare la spesa perchè non stavo facendo bene nella cassa self-service.
Mi sono sentita tanto in ansia e alla fine mi è caduto tutto tre volte e la cassa si è bloccata altre due e non riuscivo a usare nessuno dei miei due bancomat.
Ora ho un numero vecchissimo ma con una traduzione nuovissima di Braccio di Ferro da leggere.

giovedì 19 novembre 2009

Irma Vep non è Withe Christmas

Ieri sera abbiamo visto Irma Vep.
Sono letteralmente impazzita per i costumi del film, le donne avevano tutte delle giacche e delle maglie bellissime, ma anche delle gonne stupende a pensarci bene.
Tutto pieno di colore o nero molto stiloso. La protagonista indossava il secondo cappotto più bello del mondo, il primo in assoluto è quello rosso della protagonista di Audition di Miike.
Poi c'era Parigi d'inverno e gente che parlava e le strade del centro e Belleville e il suono della Metro che già immagini l'odore.
Stamattina i giornali da noi commentano l'operazione Withe Christmas e fuori non c'è luce, è grigio da tre giorni.
Andrò alle terme forse, ho bisogno d'estate, anche finta, va bene lo stesso.
In alternativa va bene anche un vero autunno francese.

©Michele Richard-Bonny and Clyde

mercoledì 18 novembre 2009

Eccellenze & Biodiversità

Mi pare che lo scorso anno andasse molto di moda dire Eccellenze.
Quast'anno invece la parola must è Biodiversità.
Se ascolti un giornale radio o qualsiasi programma in cui ci sono delle interviste a persone più o meno note, più o meno importanti, almeno una volta senti dire Biodiversità.
E nel 2010? Che parola andrà di moda? A me piacerebbe Cocomero oppure Colmabile.
Una bella frase potrebbe essere E' un vuoto completamente colmabile, abbiamo già comprato due cocomeri enormi.

martedì 17 novembre 2009

Out of the blue

Secondo me si traduce di punto in bianco.
Ho chiesto alla mia insegnante d'inglese perché blue e lei non lo sapeva.
Poi mi ha chiesto Perché di punto in bianco, in che senso? Ma io non lo sapevo.
Niente, ci siamo lasciate con due domande e nessuna risposta.

©JoAnn McFatter - Out of the Blue

lunedì 16 novembre 2009

Fatti Brutti

Mi hanno messo in punizione dentro l’auto! Ma come si fa a stare in punizione dentro l’auto?! E poi che ho fatto di male?! Vaffanbroccolo! Adesso devo stare zitto e non dire niente fino al prossimo autogrill che è tra tantissimo e se per caso, nel frattempo, mi scappa la pipì oppure devo bere mi devo arrangiare!
Non li sopporto proprio che mi fanno diventare su tutte le furie e li vorrei sparare anche a loro!
Perché hanno questa fissazione di darmi sempre le punizioni? Non posso domandare di Nonno?! Alla fine sono stato io che gli ho sparato a Nonno e se non era per me non moriva e allora posso pure chiedere che succede adesso! Vaffanbroccolo! Mamma e papà quando ci si mettono sono impossibili da sopportare! Due scemi, ecco quello che sono!
La maestra dice che va bene fare le domande e che uno può fare sempre tutte le domande, più uno fa le domande e meglio è. Se fai le domande puoi sapere le cose, se non fai le domande non puoi sapere niente.
Come faccio a capire dei SuperPoteri che mi sono venuti se nessuno mi fa fare le domande?
Perché non mi fanno chiedere bene della morte di Nonno? E Dio? Che c’entra Dio? Dove sta Dio? È un amico di Nonno? È contento che Nonno va a vivere a casa sua? La casa di Dio sta su un altro pianeta? Non è che poi Dio si stufa e rimanda Nonno sulla terra? Se poi si scopre che i poteri di Dio sono più forti dei miei e Nonno torna io che figura ci faccio? L’anima è una specie di tuta da palombaro per viaggiare nello spazio e andare fino a casa di Dio?
Loro non mi dicono niente e mi fanno stare zitto! Vaffanbroccolo!
Io gli vorrei dare un pugno nella pancia a mamma e papà! Un pugno fortissimo come quello che Francesco mi ha dato una volta e che quasi non riuscivo più a respirare e si muoveva tutto il pavimento dell’asilo.
Ero ancora piccolo, per questo Francesco mi ha dato il pugno. Adesso che sono grande Francesco non me li può più dare i pugni perché io lo mordo di sicuro se si avvicina. Quando poi Francesco scopre che ho i SuperPoteri neanche si avvicina più secondo me. I cattivi stanno sempre tutti lontano da Invisible SuperGuy. Nei fumetti nessuno gli si avvicina troppo perché se no dopo sono fatti loro, fatti brutti.
Io per esempio se adesso Francesco prova a darmi fastidio gli sparo anche a lui con la Pistola a Raggi Y così va a vivere con Nonno e s’impara.
Nonno gli regala uno schifo di trenino di legno pure a lui e se lo deve tenere per forza perché Dio abita lontano e i regali di Natale o di Compleanno non si possono andare a cambiare!

domenica 15 novembre 2009

My life, my radio, my...

A Bologna c'è una cosa bellissima che si chiama Psicoradio e che va in onda la domenica a Radio Città del Capo, forse anche altri giorni ma io l'ascolto solo la domenica e quindi non so.
Oggi parlavano della fine del mondo e rassicuravano tutti sul fatto che il mondo non finirà il 21 dicembre 2012 e poi parlavano anche di altro.
Chiedevano alle persone se erano felici e c'era qualcuno che diceva d'essere arrabbiato.

©Eels - Climbing to the moon

sabato 14 novembre 2009

La mia altra famiglia

Oggi in una fumetteria di Cesana vendevano una spilletta con il simbolo di Dokorobei (il dio dei ladri della serie Yatterman).
L'altra sera, invece, avevamo guardato a casa di amici il film di Yatterman.
C'erano la tv, i dolci, il pop-corn, il caffè caldo, la coca-cola fredda, la birra, le carammelle colorate, le patatine e la cioccolata.
Ci si potevano togliere le scarpe e si poteva parlare ogni tanto per commentare le scene più divertenti.
Si poteva rimanere anche in silenzio se si voleva.

venerdì 13 novembre 2009

Cesena Comics & Stories

A Cesena in questi giorni c'è una cosa molto interessante che si chiama Cesena Comics and stories.
Sabato ci sono anch'io.
Cafè letterario - colazione di parole con Luana Vergari
Mascherpa Caffè, Corso Garibaldi
Sabato 14 novembre
Ore 10.00 - Ingresso gratuito

La polvere delle farfalle

Ho saputo che a San Vito non parlano tedesco e perciò mi capiscono solo se parlo italiano. Papà mi ha detto Mi raccomando, che anche a Nonno avrebbe fatto piacere se gli parlavi in italiano. Non ho capito bene in che senso. Comunque per me va bene. Tanto parlo sempre italiano con papà perché lui non lo parla bene come la mamma e come me il tedesco. Certe volte si confonde e mi fa ridere. Papà non si arrabbia se rido, si arrabbia solo quando è già arrabbiato con il lavoro perché qualcuno ha mangiato troppa cioccolata e allora gli stanno cadendo tutti i denti e a lui gli tocca proprio un lavoraccio. Io e mamma siamo nati tutti e due a Bolzano mentre papà è nato lontanissimo, a San Vito appunto. Oltre all’italiano e al tedesco io posso dire le parole anche in altre lingue straniere.
Posso dire in francese, inglese, russo o altre ancora tipo indiano o pakistano. Io dico le parole in tutte le lingue perché penso di saperle parlare. Quando devo dire in italiano o in tedesco basta che prima ci penso e dico Adesso parlo in italiano e dico una cosa in italiano, poi penso Adesso dico una cosa in tedesco e dico una cosa in tedesco… Così, basta che ci penso un po’. La stessa cosa succede se penso un’altra lingua, anche se non l’ho mai sentita io la penso e dopo la parlo, come nei film.
Per esempio una altra lingua che posso dire è il giapponese perché certe volte a casa del mio più migliore amico che ci chiama Filippo vediamo i film di mostri del fratello. I film di mostri sono tutti in giapponese e noi li capiamo. Soprattutto quando parla Godzilla perché è un mostro e dice cose facili e sempre da mostro. Dice cose tipo Adesso ti ammazzo! oppure Prendi questo! Diavolo di un mostro puzzolente! Cose così.
Il mostro che mi piace di più è Gamera, una tartaruga gigante che è diventata cattiva per colpa delle radiazioni. Le radiazioni sono delle cose che escono dai rifiuti, tipo cattivo odore ma fortissimo che fa diventare strani se lo respiri troppo e ti entra dentro il corpo.
I mostri comunque mi piacciono tutti quelli che parlano giapponese. L’unico che mi piace un po’ meno è Mothra perché ha due fatine femmine sempre dietro e questo non è tanto bello per un mostro. Poi uno può pensare che è una pappamolla. Mothra è una farfalla gigante che sparge la polverina sui nemici e vive in un’isola lontanissima con i fiori e gli alberi giganti come lei.
Anche le farfalle normali hanno la polverina che le fa volare. Se tu prendi una farfalla devi stare attento che non ti rimane la polverina sulle mani perché se la polverina va via dalle ali della farfalla, lei poi non può più volare. Tranne Mothra che ne ha tanta e la usa come arma segreta contro gli altri mostri che sono cattivi con lei.
Mothra anche se è una farfalla è maschio come tutti gli altri mostri.
Una volta io e Filippo avevamo pensato di prendere tantissime farfalle e di mettere tutte le polverine in un vaso e di usarle poi per farci il bagno così potevamo volare.
Siamo riusciti a trovare solo tre farfalle allora, dopo, abbiamo smesso con questo piano segreto.
Magari quando torno a Bolzano lo rifacciamo con Filippo. Adesso che ho i SuperPoteri posso anche sparare alle farfalle così facciamo prima se uso la Pistola a Raggi Y.
Speriamo che torniamo presto a casa.
Sono già tanti minuti che siamo partiti.

giovedì 12 novembre 2009

Parole nuove

Alla radio mentre bevevo il caffé questa mattina hanno detto un sacco di volte la parola fittone o fittoni.
Non sapevo il significato. A Roma dicono tutti colonne o colonnine. Si sa che a Roma sono tutti un po' fissati con l'architettura e le grandi opere.
Comunque io non sapevo nulla della parola fittone.
A 33 anni non ne sapevo nulla.
Considerando che conosco la differenza fra egoista ed egotista e che a sette anni ho scritto baluginio in un tema, tutto ciò è grave o quantomeno brutto.
A scuola, alle elementari, dovrebbero introdurre una materia nuova, Le Parole.
Dovrebbero portare un'ora al giorno i bambini fuori, portarli ovunque.
Per strada, al mercato, dal macellaio, in un cantiere, al ristorante, dal medico, in ferramenta... ovunque insomma.
Bisognerebbe far vedere le cose ai bambini e dirgli i nomi.
I musei vanno bene, ma non bastano.
In ogni caso ho appena controllato.
Fittone, prima di tutto, è la radice principale, quella più grande, di certe piante di rosa, certe conifere o il ginko.

mercoledì 11 novembre 2009

Uno dei migliori inizi

E' questo:
Buona sera.
Probabilmente tua madre merita di morire.
Si tratta di Gli Incubi di Hazel scritto da Leander Deeny che sto leggendo da ieri, ma che oggi dovrò lascerò sul tappeto fino al pomeriggio quando avrò una bella mezz'ora di bus per andare a Casalecchio.
Non avrei mai pensato di pensarlo, ma una cosa mi manca del caos di Roma, leggere i libri in metropolitana o imbottigliata in auto tra Via Cilicia e la Casilina Vecchia.

martedì 10 novembre 2009

Volare dal vivo

Qui a San Vito mi hanno messo a dormire nella stanza che era di papà quando era piccolo e viveva in questo posto pieno di vecchi e con la puzza di pesce che si sente dappertutto.
Il letto è un po’ duro e fatto con i ferri abbattuti che sono come i rami abbattuti degli alberi, ma invece di essere legno è ferro.
Domani mattina presto dobbiamo andare tutti all’ospedale per prendere il nonno che sta nella stanza dei morti perché io gli ho sparato. Allora con la scusa che ci dobbiamo svegliare che so io, alle sei, mi hanno mandato a dormire prestissimo che io non ci volevo venire a dormire. Le vecchie puzzolenti volevano pure che mi toglievo il costume da Invisible SuperGuy e mi mettevo un pigiama schifoso che secondo me faceva venire il pizzicore. Papà per fortuna ha detto di non essere inesistenti, che è quando qualcuno ti rompe tantissimo sempre con le stesse cose, che il pigiama lo potevo mettere sopra al costume. Papà ha pure detto che adesso devono lasciarmi in tranquillità dopo tutto quello che è capitato. Le vecchie, Santa Befana, non ci sentono proprio! Quando non stanno a piangere e a dire le loro cose da streghe che non si capisce niente, mi fissano e mi viene l’imbarazzamento. Ma che hanno da guardare?! Va bene che ho i superpoteri ma anche Invisible SuperGuy ce li ha e non ci sono sempre le vecchie a guardarlo nei fumetti.
Vaffanbroccolo!
Comunque alla fine sono contento che mi hanno mandato a dormire perché così posso stare per conto mio.
Vicino al letto c’è una foto. È proprio strano perché mi sembra che nella foto ci stiamo io e papà ma io non mi ricordo che ci siamo fatti una foto con un polipo gigante su una barca. Se ci attaccava un polipo gigante me lo ricordavo. Il polipo forse era azzurro oppure rosso ma non si capisce perché la foto è nel bianco e nel nero. Praticamente sembra tutto un po’ grigio.
Vicino alla finestra c’è un disegno brutto con il nome di papà scritto sotto, è un bambino che vola ma senza aereo, vola dal vivo nel cielo e passa vicino a saturno e alle stelle.
Io disegno meglio di papà e perciò non lo farò il dentista da grande. Lui poteva fare il dentista o il cameriere perché per questi lavori non serve disegnare bene. Io invece posso fare i progetti e magari disegnare le macchine superveloci oppure le torte superbuone che poi i cuochi le guardano come sono e le cucinano.
Domani devo chiedere a papà del polipo, magari mi è venuta una menesia e non mi ricordo più. Anche in una storia di Invisible SuperGuy a un cattivo veniva una menesia e non sapeva più quale era la sua casa e come era fatta sua moglie.
Era una cosa triste perché il cattivo aveva pure un figlio e non lo sapeva e gli diceva vai via.

lunedì 9 novembre 2009

Luci della ribalta

Mi sono ricordata che da bambina adoravo la luce del forno, specialmente quella del forno di mia nonna paterna che era un forno orginale anni '50, enorme e azzurrino.
Poi adoravo anche il frigorifero gigante, con il pedale per aprire e anche lì la luce.
La luce negli oggetti, da piccola, mi faceva impazzire.
L'idea di poter illuminare qualcosa da dentro mi sembrava una specie di magia.
Volevo accendere la luce del forno anche quando non c'erano torte da cucinare.
Escogitavo continuamente metodi per tenere la luce del frigo accesa anche quando si chiudeva la porta, cercavo di bloccare il pulsantino proteggendolo con i tubetti di pasta d'acciughe o con il barattolo d'olive.
Venivo sgridata spesso da piccola.

©The Belgian Waffles - Cake

domenica 8 novembre 2009

Una Signora Russa

Stamattina sono stata a comprare il giornale e ne ho approfittato per fare un giro in libreria.
Ho comprato due libricini dei Peunuts e un libro che sembra interessante, almeno interessante per me in questo momento, Gli Incubi di Hazel di Leander Deeny.
Poi dovevo passare al distributore automatico e una signora che veniva sotto il portico mi ha detto Guarda là e ha indicato per terra vicino ai miei piedi.
Per un momento ho pensato fosse il cucciolo di un cane, ma la triste realtà è che era un topo enorme che entrava e usciva dalle grate per l'acqua di scolo.
Credo che la fogna si stesse allagando perché era tutto zuppo.
Io non gli facevo per nulla timore perché mi passava molto vicino.
Io ho la fobia dei topi, nel senso che non ho solo paura. Ho proprio un terrore incontrollabile.
Mi sono impietrita e ho spalancato la bocca, mi sono venuti tutti i brividi nella testa.
La signora era gentile, si è messa a ridere e poi a detto che Topo grande, ma io visto anche di più grande.
La Signora era Russa e si è offerta di accompagnarmi se volevo continuare ad andare nella mia direzione ma io sono voluta tornare indietro, verso casa.
Lontano dal topo.
La Signora Russa mi ha detto che se lo sapeva non mi diceva niente.
La Signora Russa parlava proprio come la mia amica Russa, Ioulia.
Ioulia e io ci vediamo in media una volta ogni due anni e per un anno buono di questi due perdiamo completamente le tracce una dell'altra.
Ora è quell'anno.
Ioulia è sempre in qualche parte del mondo diversa.
Poi arriva in Italia oppure ci vediamo in qualche paese europeo e stiamo insieme per un po'.
Il modo di stare insieme non è mai cambiato finora.
E' sempre come quel giorno in cui ci siamo conosciute a Parigi.
Non lo so che modo è, però mi piace.
Mi fa ridere molto.

sabato 7 novembre 2009

Vivere con il resto

Questa cosa che Vik e Missy rapinano nelle banche mi sembra pericolosa perché loro che non hanno i Super Poteri e non conoscono nessuno che ce li ha tranne me e che li può salvare se arriva la polizia.
Vik e Missy non sono miei amici perché adesso è poco che ci siamo inconosciuti e loro non mi hanno mai invitato a casa loro per giocare. Hanno rubato tre valige con dentro tutti i soldi di carta e ci hanno dovuto rapire per scappare.
Io penso che quando sono grande vivo con il resto. Tanto non mi serve avere tanti soldi e poi non so dove metterli tanti soldi che io ho solo una valigia piccola e lo zaino della scuola. Se poi li metto nelle banche succede pure che li rubano e allora io i soldi, ho deciso, che li tengo tutti nel portafoglio. Ogni volta ne do un po' per comprare le cose e poi con il resto compro le altre cose che mi piacciono. Basta stare attenti a non comprare cose che costano tanto troppo, che ne so, i videogiochi o la pizza super gigante, che poi dopo non ti danno più il resto e allora non puoi più comprarti niente, nemmeno i fumetti di Invisble SuperGuy!
Comunque adesso che mi sono venuti i Super Poteri non sono più preoccupato per l'invenire come dice mio padre, perché nell'invenire posso sempre usare la pistola a Raggi Y oppure altri Super Poteri che ancora devo bene discoprire. Se hai i Super Poteri non ti devi preoccupare di niente e infatti io non sono preoccupato che ci hanno fatto il rapimento.
Mamma prima ha detto a papà che dobbiamo trovare un modo di scappare, ma poi si è avvicinata Missy, che era andata a comprare i panini, e mamma non ha più detto niente e mi ha fatto il gesto di stare zitto che mi fa sempre e a me mi fa diventare su tutte le furie che io parlo quanto mi pare. Comunque dopo che ci siamo mangiati i panini Vik ha rimesso l'imbavaglio a tutte e due, così adesso mamma deve stare zitta per forza e io sono contento.
Vik non me lo mette a me l'imbavaglio perché dice che sono un bambino e che è meglio di no, ma io lo so che lui ha paura che sparo con la mia Pistola a Raggi Y e lo ammazzo. Gli ho detto del nonno e lui si è tutto intristato perché gli è venuta paura.
Anche Missy si è intristata e mi ha detto di non pensarci e io non ho capito bene a che cosa non devo pensare, forse gli è venuta paura che la sparo. Comunque a Missy non la sparo che mi ha comprato il panino con la porchetta e mi ha fatto mettere anche la senape e le patatine fritte dentro.

venerdì 6 novembre 2009

Hamachi

A me mi vengono queste passioni qua, così, all'improvviso.
Ora sono diventata una fan dell'Hamachi che è un pesce con le pinne gialle che in Giappone usano per il sushi e che forse vuol dire Pesce Burro e che in inglese si chiama Yellowtail ma che io adoro perché è nel film di Yatterman di Takashi Miike.
Ecco, se devo dire oggi cosa mi farebbe piacere, ma proprio tanto da andare giù di testa, sarebbe un Hamachi tutto colorato e di latta.
Mi piacerebbe uscire di casa per andare al supermercato e al ritorno trovare il mio Hamachi sul tappetino della porta, oppure che me lo portasse Babbo Natale e lo lasciasse sempre sul tappetino della porta il 25 dicembre.
Ora non so se succede.
Nel frattempo l'immagine sopra serve per costruirsi uno Yatter Pelican, basta cliccarci sopra per ingrandirla, stamparla e seguire le istruzioni che si trovano qui.

giovedì 5 novembre 2009

Le risposte che non abbiamo

Capita che certe volte inziamo a parlare di cose che non sappiamo e poi continuiamo e alla fine rimaniamo con un sacco di domande che non hanno risposta.
Ieri ci chiedevamo da quanti legumi e cereali si ottine la farina e poi con quante farine si fa il pane e perché il pane lo fanno praticamente in tutto il mondo e come hanno iniziato a fare il pane e poi come mai in giappone invece usano il riso e non il pane, dipende dal fatto che usavano le bacchette e non avevano bisogno di qualcosa che li aiutasse a prendere il cibo?
Ecco, ci siamo chiesti tutti queste cose a cena.
Siamo imbattibili con le domande in questa casa.
Bravi quasi quanto un bambino di cinque anni.

mercoledì 4 novembre 2009

Fumetti & Influenza

Oggi lavorerò poco che devo riprendermi dagli ultimi giorni di febbre, soprattutto ieri che mi sentivo uno schifo e ho passato la giornata come un vegetale. Ne approfitterò per stare in casa al caldo e a leggere i fumetti presi a Lucca.
Nella confusione e nello stordimento influenzale non ho capito se è uscito il secondo Fantomas di Bernardi e Catacchio, io spero proprio di sì, così appena mi rimetto posso procurarmelo in libreria.
Dimenticavo il mio rat-man da fiera che acquisto sempre appena arrivo e che leggo subito la prima sera andando a dormire. Questa volta ci ho messo due sere a causa della stanchezza e del raffreddore.
Ora ho un nuovo mito, il Dottor Pupazzo di cui non posso dire di più che poi non è bello leggere Rat-Man 75.

lunedì 2 novembre 2009

Antipatie

Ieri sera alla stazione centrale di Prato una bambina mi ha tirato per il cappotto mentre consultavo un tabellone.
Avrà avuto quattro anni e mi ha detto Scusa, che mi puoi far salire là sopra? (là sopra era sul davanzale di marmo della vecchia biglietteria, a circa un metro da terra). Le ho detto di no e che poi non poteva scendere e lei mi ha detto Guarda che ho le gambe lunghe, sono grande, prima un signore mi ha messo, mi puoi mettere anche tu?
Quando le ho spiegato di nuovo che non potevo e che avevo paura si facesse male e le ho chiesto se mi faceva vedere dove era sua madre si è arrabbiata, mi ha guardato malissimo e mi ha chiesto Ma io ti sono antipatica? Non mi vuoi mettere lì sopra perché ti sono antipatica? Dimmelo, ti sono antipatica, è vero?!
Alla fine l'ho convinta a ritornare dalla madre che era una decina di metri più lontana e parlava al cellulare.
Non l'ho proprio convinta, l'ho salutata e le ho detto che dovevo prendere un treno, è rimasta a guardarmi per un po' e poi è corsa via.
Sono tornata da Lucca con l'influenza, mi trasformero in un maiale?
Se così fosse mi piacerebbe tantissimo essere come la Signorina Piggy!

venerdì 30 ottobre 2009

Per i prossimi giorni

Non aggiornerò il blog.
Ne approfitto per lasciar su una cosa un po' lunga.
E' un racconto.

DIREZIONE OBBLIGATA - DIVIETO DI SVOLTA A DESTRA

Bologna 16 dicembre 2012
Caos
Ieri c'era un caos tremendo in strada, abbiamo dovuto tenere tutto il giorno le finestre che affacciano su via Mascarella chiuse.
Non abbiamo neanche potuto far cambiare aria alle stanze e a me è venuto male alla testa.
Forse non è stato furbo iniziare la sperimentazione con le automobili.
I primi giorni sono sempre più difficili e il traffico è andato praticamente in tilt.
Tag: direzione obbligata

Bologna 17 dicembre 2012
Godzilla & Pop Corn
Le bici se la cavano meglio. Ho visto un signore cadere sotto il portico e un bambino di cinque anni investire con la sua bicicletta una vecchia con un cappotto enorme che portava fuori il cane. In generale però mi sembra che vada meglio che con le auto.
Siamo rimasti in casa anche oggi per via di alcuni lavori da finire e della neve.
Abbiamo anche guardato un nuovo film di Godzilla, uno di quelli con i bambini in cui Godzilla è buono e salva la terra. Abbiamo mangiato pop corn con il burro e il sale.
Tag: direzione obbligata

Bologna 18 dicembre 2012
Dicembre
Mi ha chiamato mia madre e mi ha detto che ha Roma fa caldo e che non sembra per niente dicembre. Ho pensato che questa storia qua, della Direzione Obbligata, mi ricorda quella di quel racconto che andava di moda qualche anno fa e che io avevo letto una volta che era dicembre ma c'era caldo.
Nel racconto, a un certo punto, diventata vietato il marrone, qui a un certo punto è diventato vietato svoltare a destra.
Dicono che sia una questione di ordine pubblico e che basti abituarsi per trarne giovamento, io non so. I Supermercati più vicini sono tutti alla destra uscendo dal portone e ora per raggiungerli devo fare il giro dell'isolato e per tornare a casa è un delirio. A Bologna non ci sono neanche nata e per me è difficilissimo.
Oggi mi sono persa tre volte prima di tornare a casa con un pacco di pasta, sette mele rosse e delle lenticchie per la minestra.
Tag: direzione obbligata

Bologna 20 dicembre 2012
La vita in Technicolor
Ho conosciuto una ragazza che vende delle stampe bellissime, si chiama Isabella. Le stampe sono tutte delle riproduzioni di vecchi film orientali e in technicolor, praticamente estetica giapponese anni sessanta-settanta come se piovesse! Il negozio è in Via delle Belle Arti, in fondo, dopo l'Accademia. Ci passo davanti tutti i giorni per andare a comprare il giornale.
Tag: direzione obbligata

Bologna 21 dicembre 2012
Io c'ero!
Oggi è l'anniversario di matrimonio dei miei genitori che si sono sposati il 21 dicembre 1975. Quando loro si sono sposati c'ero anch'io, stavo nella pancia di mia madre ma c'ero.
Non so se mi piace questa cosa qua di vivere nella città pilota del Progetto Statale Direzione Obbligata. Perdo un sacco di tempo per spostarmi e non riesco mai a lavorare come vorrei.
Per fortuna il bar di Modo è vicino e a sinistra, così posso andare a bere gli aperitivi. C'è un sacco di gente nuova che prima non la vedevo mai da Modo. Prima penso che andavano in altri posti, ma ora invece è diventato più comodo venire da Modo.
Tag: direzione obbligata

Bologna 4 gennaio 2013

Felici e Contenti
Hanno detto alla radio che la Sperimentazione è andata bene e che ora si passa a una Direzione Obbligata Permanente. Il Sindaco è contento e anche il Presidente del Consiglio.
Le persone secondo me non tanto.
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Bologna 5 gennaio 2013
Arancione, verde, giallo, rosso...
Piove continuamente e questa cosa mi deprime.
Stiamo prendendo le gocce di iperico e ho cominciato a cucinare solo cose molto colorate: carote, peperoni verdi, risotto allo zafferano, crema di radicchio rosso.
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Bologna 11 gennaio 2013
Party Time!
Non riesco a scrivere molto sul blog, non riesco a scrivere molto in generale.
Questo non è un bene perché c'è l'affitto da pagare. Oggi per fortuna il cielo è azzurro azzurro e il sole è bellissimo.
C'è stata una festa in strada ieri sera, c'era un sacco di gente, praticamente tutti quelli che abitano in via Mascarella sul lato sinistro partendo da via Irnerio e andando verso le torri.

Bologna 12 gennaio 2013
Mothra, il gatto
Abbiamo adottato un gatto e lo abbiamo chiamato Mothra, il mio mostro preferito. Non abbiamo tanta confidenza con i gatti perché siamo un po' abituati con Africa la Cagna Scema che è rimasta a vivere a Roma. Mothra rischiava grosso con la cosa che se ne andava sempre in giro per la strada svoltando a destra.
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Bologna 15 gennaio 2013
Anche no
Le persone mi sembrano piuttosto scontente. Con il fatto che bisogna camminare tanto per andare in qualsiasi posto ora c'è sempre un sacco di gente in strada e ci si ferma a parlare di più. Nel nuovo supermercato dove abbiamo cominciato a fare la spesa perché è più comodo arrivarci, c'era un cartello che diceva Direzione Obbligata, anche no. Grazie.
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Roma 18 gennaio 2013
Mothra Vs Africa
Adesso che siamo a Roma ho chiesto in prestito l'auto a mio padre perché volevamo andare a fare un giro al Centro Commerciale. Qui la Direzione Obbligata riguarda il Divieto di Svolta a Sinistra e io ho fatto un gran casino.
Alla fine un signore della vigilanza mi ha detto che era meglio se tornavo a casa perché stavo dando fastidio e creavo dei problemi.
È stato meglio così. Sul giornale ho letto che se vivi a Bologna la tua patente di guida è valida solo lì proprio per evitare questo genere di problemi. Se facevano un controllo prendevo una multa. A Mothra non piace la Cagna Scema e hanno litigato tutta la notte. Africa ha dormito con noi nel letto e Mothra sull'ultimo scaffale della libreria.
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Roma 19 gennaio 2013
Pomodori
Mia nonna mi ha regalato una fotografia di quando ero piccola. Ci sono io di quattro anni in giardino che sto con mio nonno. Lui ha una zappa grande e io una zappa piccola che lui mi aveva fatto costruire apposta. Stiamo facendo le buche per mettere le piante di pomodoro.
Ci somigliamo un sacco in quella foto.
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Bologna 21 gennaio 2013
Valige
Ho preso la febbre. Qui fa freddissimo e quando siamo tornati in stazione non c'erano taxi. Abbiamo dovuto camminare per quasi sette chilometri con questa storia della Direzione Obbligata e quando è cominciato a piovere a me faceva già male la gola e mi è venuto un po' da piangere.
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Bologna 27 gennaio 2013
Cinque anni, again
Adesso mi viene da piangere spesso. Non lo so perché, però mi sento che ho le crisi esistenziali come quando avevo cinque anni e avevo scoperto che si moriva oppure che ho la depressione come quando facevo psicoterapia.
Un signore al bar oggi diceva a un suo amico che a lui, adesso, gli sembra che va tutto male e che Una vita così, dì mo, se te lo immaginavi che succedevano pure 'ste cose qua.
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Bologna 12 marzo 2013
Il Dottor C. mi ha detto che...
Non ho più aggiornato il blog perché mi sentivo un po' sempre di cattivo umore e non mi andava di fare niente. Ora però va meglio. Ho parlato spesso al telefono con il mio ex-psicoterapeuta e mi ha detto che non sono depressa e che è per via delle Direzione Obbligata che mi sento così, che anche gli altri si sentono così.
Allora ho pensato io, possiamo parlarne con le altre persone e capire che si può fare.
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Bologna 13 marzo 2013
Questa è la primavera del nostro scontento
Adesso di nuovo per un po', non so quanto, non potrò aggiornare con dei nuovi post. Ho saputo che qui da Modo si vedono delle persone che anche loro pensavano di essere depresse e poi hanno saputo che non sono depresse, ma che è tutta colpa della Direzione Obbligata.
Si vedono tutti i lunedì sera e se tu vai ti chiedono di non scrivere sui forum o sui siti o sui blog perché è meglio di no per certi motivi di sicurezza.
Mothra ora che sta arrivando la primavera è felice.
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Bologna 24 giugno 2013

Su, giù, destra, sinistra
Adesso a Bologna è successo che hanno tolto la Direzione Obbligata e che per un po' non la rimettono, secondo me.
Tutte le persone si sono messe d'accordo e da un giorno all'altro hanno ricominciato a girare anche a destra e nessuno le ha potute fermare.
Le persone si sono un sacco conosciute meglio con questa storia che c'era la Direzione Obbligata e che bisognava stare tanto in strada per andare nei posti e che, certi posti, erano diventati più facili da raggiungere di altri e allora potevi conoscere qualcuno che non avevi mai visto.
Alla fine si sono tutti conosciuti e secondo me, il Presidente del Consiglio, questa cosa qua, non se l'aspettava tanto e c'è rimasto male.
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Sabbatico

Prima di diventare troppo vecchia vorrei almeno un anno sabbatico nella mia vita.
Un anno fatto solo di sabati.
Stasera invece si va a Lucca e a partire da domani, per due giorni, potrete trovarmi qui, qui e qui.

giovedì 29 ottobre 2009

Empireo

Una signora con cui parlavo oggi diceva sempre Empireo.
Non avevo mai sentito qualcuno usare così spesso la parola Empireo.
Intendo qualcuno che non parlasse di Dante.
Se uno dice Empireo e Divina Commedia nella stessa frase allora non vale.
La vignetta sopra è dei Mirabolanti Fratelli Mattioli.

mercoledì 28 ottobre 2009

Budrio

Alla radio intervistavano il sindaco di Budrio.
Ora io avevo molto sonno e in realtà non so bene neanche dove sia Budrio rispetto a Bologna.
In ogni caso il Sindaco di Budrio ha detto che lui adesso, quel tale là, che non paga l'affitto e non si comporta come un buon padre di famiglia perché anche se ha un lavoro non ci va a lavorare, ecco lui adesso, il Sindaco di Budrio, lo va a prendere a casa la mattina e lo accompagna al lavoro, a quel tipo là.
Mi è venuta paura che stasera passa Del Bono a casa e mi rimette la sveglia alle sei così la smetto di dormire troppo e di perdere tempo.

martedì 27 ottobre 2009

L'invasione delle Blatte

Nelle ultime settimane mi è capitato tre volte d'essere in fila alla cassa del supermercato che è qui di fronte e di sentire delle signore parlare del problema blatte in Via Mascarella.
Ora io, del Problema Blatte, non ne sapevo assolutamente nulla! Non sapevo neanche esistesse un Problema Blatte in Via Mascarella!
Si parlava con toni allarmistici di infestazione.
Poi ieri mi hanno lasciato nella cassetta della posta un curioso opuscolo di un negozio (ma non so se è più giusto chiamarlo ufficio) in Via del Borgo che si occupa di bonificare gli appartamenti invasi dalle blatte.
Ecco, io oggi, se devo dire una cosa che mi fa paura sono le blatte.
Oggi avverto come reale e imminente il pericolo d'essere invasa dalle blatte.
Una colonia di Blatte che si prende la nostra casa e ci caccia via.
In un momento di cospirazionismo acuto mi è anche venuto in mente che potrebbe essere tutta opera dell'Ufficio Anti Blatte in Via del Borgo oppure dei Servizi Segreti Deviati.
Degli Anarcoinsurrezionalisti invece no, loro adesso non sono più tanto di moda.

lunedì 26 ottobre 2009

Per Natale

Esce l'antologia di racconti della casa editrice Cooper che si chiama Natale in Casa Cooper.
Ci sarà dentro anche un mio racconto, Fattura numero 14.

domenica 25 ottobre 2009

Aperitivi

Allora così, senza un motivo, ho preso le ciotole colorate e ho preparato un aperitivo.
Non aspettiamo ospiti. Gli ospiti in un certo senso siamo noi.
Ci siamo autoinvitati.
Mi piace avere una casa mia perché se la facevo quindici anni fa una cosa così, mia madre mi diceva Ma te quando cresci?!

©Red Hot Chili Peppers - They're Red Hot

sabato 24 ottobre 2009

Provolino

Ho scritto una specie di racconto di fantascienza, credo.
Non sono tanto sicura perché con i generi faccio sempre un gran casino.
La cosa più importante è che ieri mi hanno detto che esisteva Provolino e io non sapevo chi era.
Poi ho controllato e ho scoperto che Provolino è un pupazzo che quando trema per l'emozione gli tremano anche tutte le orecchie. L'ho visto su youtube che cantava 44 Gatti con Mina.
Mi sono ricordata che quando avevo cinque anni per tre giorni della mia vita ho voluto diventare ventriloqua e che mia madre, il terzo giorno che parlavo senza aprire la bocca, mi ha detto che poteva anche bastare, che non mi si capiva bene come credevo e che era meglio per tutti se smettevo di esercitarmi.
Non so se proprio il giorno dopo o qualche settimana dopo, però comunque di lì a poco mi era venuto in mente un altro lavoro bellissimo da fare nella vita, la lanciatrice di lazo.
All'ora di merenda c'era Wonder Woman in tv.

venerdì 23 ottobre 2009

Vetri

Oggi un mio amico argentino ha detto che i vetri della sua automobile erano sudati.
Volevo dirgli che si dice appannati in italiano ma poi mi è sembrato così bello che i vetri fossero sudati che non l'ho fatto.
La parola appannato in italiano a me fa pensare alla panna anche se in teoria deriva da panno inteso come strato o pellicola.
Comunque ora questa cosa l'ho scritta sul blog e il mio amico, secondo me, non dirà più sudati per i vetri.
Un po' mi dispiace.

©Joan Baez & Mercedes Sosa - Gracias A La Vida

giovedì 22 ottobre 2009

Lepre Marzolina e Conigli Pasquali

Al Radiogiornale parlavano di qualcuno che era una lepre marzolina, in senso metaforico credo.
Comunque mi sono accorta di non sapere perché si dice lepre marzoliana e cosa veramente significhi.
Per me lepre marzolina è una lepre che esce dalla tana con la primavera e se ne va allegra per i campi a incontrare altre lepri e poi torna nel nido e mette mel mondo le lepri piccole.
Penso che anche il Coniglio Pasquale sia la stessa cosa.
La Pasqua infatti è quasi sempre a primavera.
Secondo me la lepre marzolina c'è anche in Alice nel Paese delle Meraviglie, oltre al Coniglio Bianco, ovviamente.
Direi quindi che il cerchio si chiude.

mercoledì 21 ottobre 2009

Qui è bello

Mio nonno e io parlavamo della morte qualche giorno fa.
I vecchi credo che ne parlino tutti tantissimo.
A un certo punto ha guardato il suo giardino che era pieno di sole e che cura con mia nonna tutti i giorni da una sessantina d'anni e mi ha detto Però mi dispiace, qui è bello.
Siamo comunque rimasti d'accordo che a Natale ci vediamo.
Si è un po' risentito che gli facessi delle raccomandazioni.
Mica sto per morire! mi ha detto.
Mi sono sentita una deficiente.

martedì 20 ottobre 2009

La teoria del complotto

Adesso a Bologna tutti si sono messi a mangaiare i ceci e non se ne trovano quasi nei supermercati.
Oppure c'è un tentativo di sabotaggio da parte dei distributori perché non hanno avuto il rinnovo del contratto e nessun aumento salariale. Consegnano la merce ma tengono stipate nel camion le scatolette di ceci in segno di protesta.
Mi è venuto anche il sospetto che sia tutto un trucco per vendere lenticchie.
Secondo voi perché le lenticchie, di qualsiasi marca, costano sempre tra i due e i quattro centesimi in meno di una scatoletta di altri legumi?
Piselli, ceci e fagioli in scatola hanno un costo, le lenticchie sempre un prezzo lievemente inferiore. Siamo un paese di mangiafagioli.
Ecco perché.

lunedì 19 ottobre 2009

Pino

In questi giorni non sono riuscita a scrivere sul blog.
Non sono riuscita a scrivere in generale.
Appena mi mettevo a pensare a qualcosa mi addormentavo.
Abbiamo disegnato uno story board per un nuovo progetto, cenato con amici, riempito di feste la Cagna Scema, comprato l'iperico, preso sole ancora caldo sul terrazzo bianco.
Sono arrivati anche due dvd in regalo.
Ieri mattina poi, alle sette, un signore con le cuffie per non sentire il rumore, una motosega in mano e che cantava a squarciagola Quel Mazzolin di Fiori, era sollevato a quattro metri da terra da un montacarichi (non so se si chiama così e neanche se si scrive così, devo controllare) e si affacciava praticamente sul nostro terrazzo.
Tagliava i rami del pino più vicino alla casa.
La Cagna Scema non l'ha presa bene, siamo dovute uscire e stare fuori un paio d'ore.
Neanche io l'ho presa bene, era domenica ed eravamo andati a dormire alle tre la notte.
Il Signore con la motosega m'incuteva un certo timore.

giovedì 15 ottobre 2009

Ornitorinco Giallo

Ho scoperto solo qualche giorno fa che esiste la funzione più estetica del mondo su google!
Puoi cercare le immagini con un colore predominante, così, se hai per esempio un blog verde come il mio, puoi subito sceglire dei buoni colori, dei colori che stiano bene.
Questa cosa è fantastica.
L'unico rammarico è che non ci sono (ma credo e sperso sia solo questione di tempo) le sfumature, non so, a me piacerebbe un ottano, un vermiglio o un ocra.
Ora cercherò Ornitorinco e sceglierò un tono prevalente verde oppure giallo, vediamo che succede...
Ho trovato questo e dopo più di un anno ho scoperto che questa striscia, che leggevo nella free-press portoghese, è in realtà Brasiliana, ma soprattutto l'animale protagonista è un Ornitorico.
L'Ornitorrinco Suicida .
Io adoro le opzioni apparentemente inutili di google!

mercoledì 14 ottobre 2009

Johnny Bassotto

Mi sono tagliata i capelli e abbiamo inventanto delle canzoni sceme in cui luanina faceva rima con cretina.
E poi abbiamo anche ripensato a questa canzone qua

©Lino Toffolo - Johnny Bassotto
The video has been realized by Guido Manuli

lunedì 12 ottobre 2009

90

Oggi un signore di novant'anni che si chiama Antonio mi ha detto delle cose sulla vita, sulla guerra, sul fare l'amore di nascosto e soprattutto sulla morte che io, ora, ho la testa piena di parole da mettere in fila.
Quando hai novant'anni puoi parlare di sesso senza pudore.
Antonio ha detto che sono anche troppo magra e che è meglio se ingrasso e anche che non devo portare il cappello perché mi fa sembrare brutta.

domenica 11 ottobre 2009

Dire Fare Baciare...

Ci sono cose che non si possono dire.
Come si fa a spiegare a qualcuno come s'indossa una cuffia in silicone correttamente senza strapparsi tutti i capelli?
Non si può.
Io ho imparato a tre anni, ma non lo so dire.

©David Bowie - There Is A Happy Land

sabato 10 ottobre 2009

Nobel

Obama ha vinto il Nobel, non so dire se meritava o meno il premio, però per me ha fatto un bel discorso.
Mi è venuta una curiosità, come festeggiate il compleanno di Bo in famiglia, Signor Presidente?
Io alla mia cagna scema compro della Pizza Margherita quando voglio che sia felice.
Certe volte le prendiamo anche Premio di Cane tutto naturale, ma a lei non piace tanto e abbiamo smesso di comprarglielo.
Abbiamo provato anche con uno Stick-Salami Made in U.S.A. che le è piaciuto, ma nulla rispetto alla Pizza.
Nei momenti di forte insicurezza ci ritroviamo a pensare che la nostra Cagna Scema ci baratterebbe per una Margerita e un paio di Supplì.
Sarebbe in ogni caso divertente.
Forse... non so.

venerdì 9 ottobre 2009

Finalmente l'ho capito

Che io adoro l'estetica giapponese fra gli anni cinquanta e gli anni settanta.
Da questo punto di vista Godzilla Vs Gigan è un vero capolavoro.
Senza contare che Godzilla parla attraverso dei Balloon poi letti in voice over.
Dice una cosa bellissima, Andiamo! E' il segnale di andata!
Putroppo poi ho scoperto che avevo capito male la prima volta e che Godzilla diceva solo Andiamo! E' il segnale d'adunata!
Di andata sarebbe stato più bello.
Anche se non lo so spiegare questa cosa c'entra con il fatto che una volta, per sei mesi, a Roma, sul lungomare di Ostia, avessero aperto un Dunkin' Donuts e io ci andavo perché mi sembrava d'essere in Giappone.
In Giappone ci sono un sacco di Dunkin' Donuts nella mia immaginazione e credo anche nella realtà.
E' come andare da Starbucks per sentirsi a Mosca.

giovedì 8 ottobre 2009

Club del Cucito 1 - Italia 0 (il finale)

Il Signore della Bacheca si chiamava Giordano e aveva i capelli tinti di biondo.
Sembrava totalmente capace d'intendere e di volere e non aveva fatto nessuna domanda difficile a Matilde!
Giordano avrebbe rimesso tutte le cose al loro posto. Si fece raccontare del laboratorio mentre cercava le puntine per appendere la locandina.
Era curioso e interessato.
Bene!
Matilde era contenta, avrebbe potuto non odiare così tanto i vecchi e si sentiva disposta a ritrattare tutte le cose tremende che aveva pensato in quelle ultime tre ore e venticinque minuti.
Compresi modi cruenti e raccapriccanti con cui perpetrare un omicidio multiplo.
Non si può dire di preciso cosa accadde dopo.
Forse fu un eccesso di zelo o semplicemente la solita Italia con le sue lobby di potere e le sue gerarchie occulte.
Giordano disse che forse le Signore del Cucito potevano essere interessate, che Matilde avrebbe potuto fare con loro una lezione di prova, che giovedì sarebbe stato l'ideale.
Andarono nel cortile a cercare la Gentilissima Signora Caterina.
Piena di sorrisi e di ori sparsi ovunque sul corpo, la Gentilissima Signora Caterina, ascoltà tutto e annuì molto.
Smise d'annuire quando Giordano nominò il Cucito e tutte le sue Piccole Sartine.
Matilde divenne il male assoluto. Il nemico da combattere e sconfiggere.
Se le Piccole Sartine si mettevano in testa di raccontare le loro storie sarebbe stata la fine!
Dopo chi le faceva tornare con l'ago in mano e la testa china?
No, no, non si poteva fare.
Mi dispiace ma no. E' meglio che non perde il suo tempo. Mi dispiace ma qui non interessa a nessuno.
Giordano abbassò la testa sconsolato.
Era desolato, sinceramente dispiaciuto per la sorte di Matilde ma se La Regina delle Piccole Sartine diceva meglio di no, era meglio di no.
Giordano le passò la locandina e tenne le puntine per sè.
Matilde aveva perso.
Uno a zero per il Club del Cucito.
(FINE)

mercoledì 7 ottobre 2009

Broker

Stamattina, al bar, mentre mangiavo un dolcetto e bevevo il caffè, il signore del bar e un signore che era vestito da cacciatore e forse era un cacciatore, parlavano di borsa e di azioni.
Dì, mo'... che se non sai le commissioni come le rivendi lo stesso giorno!
Eh, le rivendo sì, mo'...
Che poi così crolla la borsa!
Si dicevano così.

martedì 6 ottobre 2009

Dopo la smetto...

Di raccontare sempre dei piccioni.
Piccione Figlio è grande e occupa tutto il nido ormai.
Il Padre Piccione sta sulla grondaia appena sotto e lo guarda.
La Madre Piccione sta sul cornicione appena sopra e lo guarda.
Forse lo cacciano di casa domani.

lunedì 5 ottobre 2009

Run Out

Oggi così tante cose che non ne so dire.
Ne dirò domani, forse.
Stasera riso con funghi e zafferano.
Ho scoperto che mi piace dire run out.
La mia insegnante d'inglese ancora non lo sa.

domenica 4 ottobre 2009

Selvaggio

Poi adesso non lo so che mi è preso, che forse mi è venuto una specie di Richiamo della Natura.
Lo dicevo anche a mia madre al telefono prima, che io adesso, in questi giorni qua, con il sole voglio stare fuori che proprio non ci riesco a stare in casa.
Allora mi invento tutte le scuse per stare fuori e certe volte non me le invento nemmeno, esco e basta!
Io in questi giorni qua mi sento che sono poco addomesticata.
Come quando ero piccola e volevo andare in giro senza le scarpe.
Uguale.
Sono un po' piccola selvaggia.

sabato 3 ottobre 2009

Regali

Ieri ho ricevuto un regalo bellissimo!
Questo:

©The Peanuts - Mothra Song
Penso che abbiano inventato Mothra e sopprattutto le fatine di Mothra per attirare le femmine che altrimenti non li gaurdavano tanto i film di mostri.
Penso che hanno fatto proprio bene.
Le fatine di Mothra sono sempre bellissime ed elegantissime.
Io le adoro.
Mosura è il nome Giapponese di Mothra.
La erre e la elle in giapponese credo si leggano con lo stesso suono.